Il Somnium di Keplero: un sogno di astronomia lunare
Il Somnium di Giovanni Keplero, pubblicato postumo nel 1634: Duracotus, il demone di Levania, la Terra vista dalla Luna e il processo alla madre.
Tra i racconti di viaggi lunari, uno porta la firma di un grande astronomo. Giovanni Keplero, scopritore delle leggi che governano il moto dei pianeti, scrisse il Somnium, cioè il Sogno, per spiegare come apparirebbe il cielo a chi abitasse sulla Luna. Il nucleo dell'opera risale agli anni universitari a Tubinga e una prima stesura al 1609, ma il libro fu pubblicato soltanto nel 1634, quattro anni dopo la morte dell'autore, a cura del figlio Ludwig.
Duracotus e il demone di Levania
La cornice è volutamente fiabesca. Il narratore si addormenta e sogna di leggere un libro in cui un giovane islandese, Duracotus, racconta la propria storia. Figlio di Fiolxhilde, una donna che raccoglie erbe e conosce gli spiriti, il ragazzo viene ceduto a un capitano di nave e finisce in Danimarca, dove studia astronomia per cinque anni con Tycho Brahe, sull'isola di Hven.
Tornato in Islanda, scopre che la madre è in contatto con un demone proveniente da Levania, nome che Keplero dà alla Luna, ricavato da una parola ebraica. Il demone racconta che il viaggio è possibile solo durante un'eclissi, lungo il cono d'ombra che unisce la Terra alla Luna, ed è così violento che pochi uomini possono affrontarlo. Il tono magico serve a introdurre ciò che segue: una descrizione rigorosamente astronomica.
La Terra vista dalla Luna
Il cuore del Somnium è un esercizio di immaginazione scientifica. Keplero descrive Levania divisa in due emisferi: Subvolva, che vede sempre sospesa nel cielo la Volva, cioè la Terra, e Privolva, che non la vede mai. Il giorno e la notte durano ciascuno circa quindici giorni terrestri, il caldo e il freddo sono estremi, e la Terra appare immobile nel cielo lunare mentre ruota su se stessa mostrando i suoi continenti.
Era un modo ingegnoso per difendere la teoria copernicana. Se dalla Luna la Terra sembra ferma e gli astri si muovono, allora anche dalla Terra il movimento apparente del cielo può dipendere dal moto dell'osservatore. Keplero arricchì il testo con un apparato di note molto più lungo del racconto stesso, in cui chiariva le allusioni e le basi scientifiche di ogni dettaglio.
Un libro e un processo
Le note contengono anche un riferimento doloroso. Nel 1615 la madre di Keplero, Katharina, fu accusata di stregoneria nel suo paese del Württemberg; il processo si trascinò per anni, e solo nel 1621, grazie alla difesa condotta dallo stesso figlio, la donna fu liberata. Keplero sospettava che il manoscritto del Somnium, circolato tra i curiosi, con la sua madre erborista che evoca demoni, avesse alimentato le dicerie.
Il Somnium fu pubblicato insieme alla traduzione latina, eseguita da Keplero, del dialogo di Plutarco Sul volto che appare nel disco della Luna, testo antico che già ipotizzava una Luna simile alla Terra. L'incontro tra quella tradizione e la nuova astronomia ha fatto del Sogno uno dei libri fondatori della narrativa scientifica, scritto da chi conosceva davvero le leggi del cielo.