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La Luna nell'arte e nella poesia · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Cyrano de Bergerac e gli Stati e Imperi della Luna

L'Altro mondo di Cyrano de Bergerac, pubblicato postumo nel 1657: le bottiglie di rugiada, i razzi, i Seleniti e la satira libertina del Seicento francese.

Prima di diventare l'eroe dal naso smisurato della commedia di Edmond Rostand, Savinien Cyrano de Bergerac fu uno scrittore reale, e uno dei più audaci del Seicento francese. Nato a Parigi nel 1619 e morto nel 1655, soldato, duellante e libero pensatore, lasciò un romanzo fantastico che racconta un viaggio sulla Luna: L'Altro mondo, o gli Stati e Imperi della Luna, uscito postumo nel 1657.

Un libro censurato dagli amici

A pubblicarlo fu l'amico Henry Le Bret, che ne preparò l'edizione con molti tagli. Le pagine più ardite, quelle in cui si discutevano l'immortalità dell'anima, i miracoli e l'origine del mondo, vennero attenuate o soppresse per evitare guai con la censura. Il testo integrale è stato ricostruito solo più tardi grazie ai manoscritti ritrovati, che hanno restituito tutta la vena irriverente dell'autore.

Cyrano apparteneva all'ambiente dei libertini eruditi, che leggevano Epicuro, Lucrezio e i nuovi astronomi e mettevano in dubbio le verità tradizionali. Il viaggio lunare gli offrì il pretesto perfetto: osservare la Terra da fuori, con gli occhi di un altro mondo, permetteva di criticarne costumi, gerarchie e pregiudizi senza attaccarli apertamente.

Rugiada, razzi e midollo di bue

Il racconto si apre con una discussione tra amici: la Luna sarà un mondo come il nostro, di cui la Terra è a sua volta la luna? Il narratore decide di verificarlo. Il primo tentativo è comicamente ingegnoso: si lega attorno al corpo molte bottiglie piene di rugiada, che il sole del mattino attira verso l'alto. Sale davvero, ma ricade in Nuova Francia, cioè in Canada, dove viene accolto dal governatore.

Costruisce allora una macchina volante. Alcuni soldati, per festa, vi legano dei razzi, e il marchingegno parte con il narratore a bordo. A portarlo fin sulla Luna, però, è un dettaglio ancora più bizzarro: si era cosparso il corpo di midollo di bue per curare le contusioni, e la Luna, che secondo la credenza popolare attira il midollo degli animali, lo risucchia verso di sé.

I Seleniti e il mondo rovesciato

Il narratore cade nel Paradiso terrestre, collocato sulla Luna, dove incontra il profeta Elia, che gli racconta di esservi salito lanciando in alto una palla calamitata. Cacciato per le sue battute irriverenti, giunge tra i Seleniti, giganti che camminano a quattro zampe. Lo scambiano per un animale e lo mostrano in pubblico accanto a un altro terrestre, lo spagnolo Domingo Gonsales, il viaggiatore lunare del romanzo inglese di Francis Godwin.

Sulla Luna si paga con i versi, ci si nutre degli odori dei cibi e si leggono libri che parlano da soli, una sorta di audiolibro ante litteram. Una guida d'eccezione, il demone di Socrate, accompagna il narratore nelle discussioni filosofiche. I giovani comandano sui vecchi, e gli onori si misurano con criteri capovolti. Il romanzo ebbe un seguito, gli Stati e Imperi del Sole, pubblicato nel 1662.

Nel 1897 Rostand rese omaggio al libro in una scena famosa del suo Cyrano, in cui il protagonista elenca sei modi fantasiosi per salire sulla Luna. Ma l'opera originale merita di essere letta per sé: dietro il gioco dell'invenzione c'è una delle prime riflessioni moderne sulla relatività dei punti di vista, condotta con lo sguardo di chi guarda la Terra dall'alto.