Marchio registrato Studio Esoterico CornelioIl Regno della LunaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
La Luna nell'arte e nella poesia · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

L'Immacolata sulla falce di luna: storia di un'iconografia

Perché la Vergine Immacolata poggia i piedi sulla luna: la donna dell'Apocalisse, le regole del trattato di Pacheco, Velázquez, Murillo, Reni e il Cigoli.

In migliaia di dipinti, statue e immagini devozionali la Vergine Maria appare in piedi su una falce di luna, con le mani giunte e lo sguardo rivolto al cielo. È l'iconografia dell'Immacolata Concezione, che si definì tra la fine del Cinquecento e il Seicento e conobbe una diffusione enorme, soprattutto nel mondo spagnolo. La luna ai piedi della Vergine ha un'origine precisa nella Bibbia e una lunga storia di interpretazioni.

La donna vestita di sole

La fonte principale è il capitolo 12 dell'Apocalisse di Giovanni, che descrive un grande segno apparso nel cielo: «una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi», coronata di dodici stelle. Nel testo la donna partorisce un figlio minacciato da un drago. Gli esegeti cristiani la interpretarono come immagine della Chiesa e, sempre più spesso, della Vergine Maria.

A questa fonte si aggiunse un versetto del Cantico dei cantici, letto dalla tradizione in chiave mariana, che celebra la sposa «bella come la luna, splendente come il sole». La luna sotto i piedi della donna venne spiegata in modi diversi: come simbolo del mondo mutevole che la Vergine domina, come segno della sua purezza, o come trionfo sulle antiche divinità lunari, prima fra tutte la Diana dei pagani.

Le regole di Francisco Pacheco

Nella Spagna del Seicento la devozione all'Immacolata Concezione, cioè alla dottrina secondo cui Maria fu preservata dal peccato originale fin dal concepimento, era particolarmente intensa, anche se non era ancora dogma. A Siviglia il pittore e teorico Francisco Pacheco, maestro e suocero di Velázquez, codificò il modo di rappresentarla nel trattato Arte de la pintura, pubblicato nel 1649.

Pacheco raccomandava di dipingere Maria come una fanciulla giovanissima, con tunica bianca e manto azzurro, il capo circondato di stelle e la luna sotto i piedi. Discusse anche la posizione della falce, suggerendo di volgere le punte verso il basso, con un ragionamento ispirato all'astronomia del tempo. Non tutti i pittori seguirono il consiglio, ma il modello si impose nelle botteghe spagnole e coloniali.

Da Velázquez a Murillo

Il giovane Velázquez dipinse intorno al 1618-1619 un'Immacolata oggi alla National Gallery di Londra, in cui la luna appare come una sfera trasparente sotto i piedi della Vergine. Decenni dopo, Bartolomé Esteban Murillo divenne il pittore dell'Immacolata per eccellenza: le sue Vergini luminose, sollevate da nuvole e angeli, come l'Immacolata detta di Soult al Museo del Prado, fissarono l'immagine che ancora oggi è familiare.

In Italia Guido Reni dipinse nel 1627 un'Immacolata oggi al Metropolitan Museum di New York. Ma l'esempio più sorprendente resta quello del Cigoli, che a Roma, nella Cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, pose sotto i piedi della Vergine una luna con crateri e rilievi, ispirata alle osservazioni dell'amico Galileo. Nel 1854 papa Pio IX proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus.

La falce di luna sotto i piedi di Maria è dunque il punto d'incontro di tradizioni diverse: la visione apocalittica, la poesia biblica, l'eredità iconografica delle dee lunari antiche e perfino la nuova scienza. Pochi simboli mostrano altrettanto bene come un'immagine religiosa possa raccogliere e trasformare, nel corso dei secoli, significati molto lontani tra loro.