Van Gogh e la luna: dalla Notte stellata ai covoni al chiaro lunare
La luna nei quadri di Van Gogh: la falce della Notte stellata, il Paesaggio con covoni e luna che sorge e il fascino del cielo notturno.
Per Vincent van Gogh il cielo notturno non era un fondale scuro, ma una superficie viva, piena di colore. Negli ultimi due anni della sua vita, tra Arles e Saint-Rémy-de-Provence, il pittore olandese dipinse più volte stelle e luna, cercando di rendere la vibrazione della luce nel buio. Tra queste opere spicca La notte stellata, oggi al Museum of Modern Art di New York, in cui una luna falcata e raggiante domina l'angolo superiore destro della tela.
Dipingere la notte dal vero
Già nell'autunno del 1888, ad Arles, Van Gogh aveva affrontato la notte all'aperto. Nella Terrazza del caffè la sera, oggi al Kröller-Müller Museum di Otterlo, e nella Notte stellata sul Rodano, al Musée d'Orsay di Parigi, il cielo blu profondo è punteggiato di stelle rese con piccoli tocchi di giallo e di bianco. Nelle lettere di quei mesi il pittore osservava che la notte gli sembrava spesso più ricca di colori del giorno.
Per lavorare al buio, secondo una storia molto ripetuta ma poco documentata, avrebbe fissato candele al cappello. Al di là dell'aneddoto, è certo che Van Gogh considerava la pittura notturna una sfida tecnica: rinunciare al nero e costruire l'oscurità con blu, viola e verdi accostati a gialli e aranci luminosi.
La Notte stellata di Saint-Rémy
Nel maggio del 1889 Van Gogh entrò volontariamente nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole, a Saint-Rémy. Dalla finestra della sua camera, rivolta a est, vedeva un campo di grano chiuso da un muro e, più lontano, le colline delle Alpilles. In una lettera al fratello Theo scrisse di aver osservato a lungo la campagna prima dell'alba, quando nel cielo restava soltanto la stella del mattino, che appariva molto grande.
La notte stellata, dipinta nel giugno di quell'anno, non riproduce però la veduta così com'era. Il pittore vi aggiunse un villaggio con un campanile e un grande cipresso in primo piano, e trasformò il cielo in un turbine di spirali. La luna, circondata da un alone che la fa somigliare quasi a un piccolo sole, ha la forma di una falce, mentre la stella più brillante vicino all'orizzonte è stata spesso identificata con Venere.
Covoni, cipressi e lune nascenti
Nel luglio del 1889 Van Gogh dipinse il Paesaggio con covoni e luna che sorge, oggi al Kröller-Müller Museum. Una grande luna arancione emerge dietro le colline sopra un campo di grano mietuto. Partendo dalla topografia del luogo e dalla fase lunare, un gruppo di astronomi americani ha proposto di datare la scena osservata alla sera del 13 luglio 1889.
Nel maggio del 1890, poco prima di lasciare Saint-Rémy, il pittore realizzò Strada con cipresso e stella, in cui una sottile falce di luna e una stella splendente fiancheggiano un cipresso altissimo. Due mesi dopo, il 29 luglio 1890, Van Gogh morì ad Auvers-sur-Oise, a trentasette anni, lasciando un corpus di opere notturne senza paragoni nella pittura del suo tempo.
Nella tradizione pittorica europea la luna era stata soprattutto un elemento d'atmosfera, una fonte di luce argentea e tranquilla. Van Gogh la trasformò in energia pura, in un astro che pulsa insieme alle stelle e agli alberi. Le sue notti non sono quiete ma vibranti, e proprio questa intensità ha fatto della Notte stellata una delle immagini più riconoscibili della storia dell'arte.