Caspar David Friedrich: le figure che contemplano la luna
Due uomini che contemplano la luna di Caspar David Friedrich: le versioni del dipinto, la figura vista di spalle, i simboli della natura e il contesto politico.
Due figure ferme su un sentiero di montagna, viste di spalle, guardano una sottile falce di luna che sale nel cielo del crepuscolo. Il dipinto Due uomini che contemplano la luna, eseguito da Caspar David Friedrich intorno al 1819-1820 e oggi conservato a Dresda, nella Galerie Neue Meister, è diventato una delle immagini simbolo del romanticismo tedesco. In poche decine di centimetri condensa il rapporto tra l'uomo, la natura e l'infinito che attraversa tutta l'opera del pittore.
Il pittore della contemplazione
Friedrich nacque nel 1774 a Greifswald, sul Baltico, allora in Pomerania svedese, studiò all'Accademia di Copenaghen e si stabilì a Dresda, dove visse fino alla morte, nel 1840. I suoi paesaggi non sono vedute topografiche: montagne, coste, foreste e cieli vengono ricomposti in studio, a partire da disegni dal vero, per diventare immagini di meditazione. Friedrich scelse spesso le ore di passaggio, l'alba, il tramonto, la notte di luna.
Elemento caratteristico della sua pittura è la figura vista di spalle, che i critici tedeschi chiamano Rückenfigur. Non ne conosciamo il volto né l'espressione: possiamo solo metterci al suo posto e guardare ciò che guarda. Nei Due uomini il procedimento raggiunge una grande intensità, perché l'osservatore del quadro diventa il terzo partecipante di un raccoglimento silenzioso.
Una scena carica di simboli
La composizione è costruita con pochi elementi: un sentiero roccioso, una quercia sradicata e spoglia, un abete sempreverde, la luna crescente accompagnata da una stella luminosa. Molti interpreti vi hanno letto un linguaggio simbolico: l'albero morto come segno della caducità, l'abete come immagine della speranza cristiana, la luna come promessa di una luce che viene dall'aldilà. Friedrich stesso non lasciò spiegazioni dettagliate, e queste letture restano ipotesi.
Le due figure, un uomo anziano appoggiato a un bastone e uno più giovane che gli posa la mano sulla spalla, sono state talvolta identificate con il pittore e con il suo allievo August Heinrich. Indossano l'abito alla tedesca antica, adottato dai patrioti e dagli studenti delle associazioni universitarie e vietato dopo i decreti di Karlsbad del 1819. Secondo un aneddoto, Friedrich avrebbe commentato con ironia che i due personaggi stavano tramando intrighi demagogici.
Le altre versioni e l'eredità
Friedrich riprese il soggetto in altre versioni. Nell'Uomo e donna che contemplano la luna, alla Alte Nationalgalerie di Berlino, una donna prende il posto del giovane, mentre una variante più tarda, conservata al Metropolitan Museum di New York, ripete la composizione con un uomo e una donna. Sempre a Berlino si trova il Sorgere della luna sul mare, del 1822, con figure sedute su uno scoglio che guardano le navi rientrare.
Dimenticato per decenni dopo la morte, Friedrich fu riscoperto all'inizio del Novecento. Il quadro di Dresda ha avuto anche una singolare fortuna letteraria: secondo una testimonianza riferita dalla studiosa Ruby Cohn, Samuel Beckett lo indicò come una delle fonti di Aspettando Godot, la commedia in cui due personaggi attendono al calar della luna qualcuno che non arriva.
Nei dipinti di Friedrich la luna non illumina un racconto e non rimanda a un mito preciso. È presenza muta e lontana, punto di fuga dello sguardo e del pensiero. Per questo le sue scene notturne continuano a parlare a spettatori molto diversi: offrono un'immagine della contemplazione in cui ognuno può riconoscere le proprie domande davanti al cielo.