Il calendario cinese: mesi lunari, termini solari e ciclo sessagesimale
Il calendario lunisolare cinese: mesi numerati, mese intercalare, i ventiquattro termini solari, le riforme Taichu e Shoushi e il ciclo di sessanta.
Il calendario tradizionale cinese, chiamato nongli, cioè calendario agricolo, è un raffinato sistema lunisolare. I mesi iniziano con la Luna nuova, ma l'anno è regolato da ventiquattro punti del corso del Sole che scandiscono i lavori dei campi. Per oltre due millenni la sua preparazione fu un affare di Stato: ogni dinastia promulgava il proprio calendario, e una previsione sbagliata di un'eclissi poteva essere letta come segno che il Cielo aveva ritirato il proprio favore.
Mesi lunari e mese intercalare
I mesi cinesi non hanno nomi propri ma numeri: primo mese, secondo mese, e così via fino al dodicesimo. Ogni mese comincia nel giorno della congiunzione tra Luna e Sole, calcolata e non osservata, e dura 29 o 30 giorni. Il quindicesimo giorno cade quindi vicino alla luna piena, ed è per questo che molte feste tradizionali, come la festa delle lanterne e quella di metà autunno, si celebrano proprio in quella data.
Per riallineare mesi e stagioni si inserisce, all'incirca ogni due o tre anni, un mese intercalare chiamato runyue. La regola moderna è elegante: l'anno solare è diviso in dodici termini principali, e un mese lunare che non ne contiene alcuno diventa intercalare e prende il numero del mese precedente. In questo modo il solstizio d'inverno cade sempre nell'undicesimo mese, che fa da punto fermo dell'intero sistema.
I ventiquattro termini solari
I termini solari, jieqi, dividono il percorso annuale del Sole in ventiquattro parti uguali di quindici gradi. I loro nomi descrivono il clima e la vita agricola della pianura del Fiume Giallo: Inizio della primavera, Acqua piovana, Risveglio degli insetti, Grano in spiga, Rugiada bianca, Discesa della brina, Grande freddo. Sono la parte solare del calendario, quella che i contadini usavano per decidere quando seminare e quando raccogliere.
Nel 2016 l'UNESCO ha iscritto i ventiquattro termini solari nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Fino al XVII secolo si usavano termini medi, a intervalli di tempo uguali; con la riforma del 1645, preparata con il contributo del gesuita tedesco Johann Adam Schall von Bell, si passò ai termini veri, calcolati sulla posizione effettiva del Sole, che in inverno sembra muoversi più rapidamente.
Riforme e astronomi di corte
La storia del calendario cinese è una successione di riforme. Nel 104 a.C., sotto l'imperatore Wu della dinastia Han, fu promulgato il calendario Taichu, che fissò l'inizio dell'anno nel mese in cui cade ancora oggi il Capodanno. Nel 1281, sotto la dinastia Yuan, entrò in vigore il calendario Shoushi, curato dall'astronomo Guo Shoujing sulla base di nuove misure e considerato uno dei più precisi del suo tempo.
Ancora più antico è il ciclo sessagesimale, ottenuto combinando dieci tronchi celesti e dodici rami terrestri. Già le iscrizioni oracolari su ossa e gusci di tartaruga della dinastia Shang, verso la fine del secondo millennio a.C., usano questo ciclo per contare i giorni. Più tardi fu applicato anche agli anni, e i dodici rami furono associati ai dodici animali dello zodiaco popolare.
Nel 1912 la Repubblica di Cina adottò ufficialmente il calendario gregoriano, e la Repubblica Popolare ha mantenuto la stessa scelta per gli usi civili. Il calendario lunisolare è però rimasto vivo per le feste, gli anniversari e la vita familiare, e viene ancora calcolato ufficialmente secondo norme astronomiche precise. Accanto al calendario civile, centinaia di milioni di persone continuano a contare il tempo anche con la Luna.