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Fasi e cicli · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La Luna che si allontana: 3,8 centimetri all'anno

Come le maree allontanano la Luna e allungano il giorno: i riflettori laser dell'Apollo, le eclissi antiche, i coralli fossili e il futuro delle eclissi.

La Luna non è ferma nella sua orbita: ogni anno si allontana dalla Terra di pochi centimetri. Il fenomeno, impercettibile nel corso di una vita umana, è stato misurato con straordinaria precisione negli ultimi decenni e ha conseguenze profonde, che riguardano la durata del giorno, la storia geologica del nostro pianeta e perfino il futuro delle eclissi.

Un freno di marea

Le maree non sono soltanto un fenomeno oceanico, ma uno scambio di energia tra Terra e Luna. Poiché la Terra ruota più in fretta di quanto la Luna le giri intorno, i rigonfiamenti di marea vengono trascinati leggermente in avanti rispetto alla direzione della Luna. La loro attrazione accelera il satellite lungo l'orbita, spingendolo su un'orbita più ampia, mentre l'attrito delle maree rallenta la rotazione del nostro pianeta.

Il risultato è duplice: la Luna si allontana di circa 3,8 centimetri all'anno, e il giorno terrestre si allunga in media di circa due millesimi di secondo ogni secolo. Sono quantità minime su scala umana, ma accumulate su tempi geologici hanno trasformato profondamente il sistema formato dalla Terra e dal suo satellite.

Specchi sulla Luna

La misura diretta dell'allontanamento è possibile grazie a riflettori posati sulla superficie lunare. Gli astronauti dell'Apollo 11 ne installarono uno nel luglio 1969, seguiti dalle missioni Apollo 14 e Apollo 15; altri due si trovano sui veicoli automatici sovietici Lunokhod. Da allora alcuni osservatori inviano impulsi laser verso la Luna e misurano il tempo che la luce impiega a tornare, ricavando la distanza con un errore di pochi millimetri.

Le prove del passato

Già alla fine del Seicento Edmond Halley, confrontando le eclissi antiche con i calcoli del suo tempo, notò che il moto della Luna sembrava essersi accelerato nel corso dei secoli: era il primo indizio dell'interazione mareale e del rallentamento della Terra. Nel Novecento le eclissi registrate a Babilonia, in Cina e nel mondo greco sono state usate per misurare di quanto il giorno si sia allungato negli ultimi tremila anni.

Anche i fossili conservano tracce del processo. Alcuni coralli del Devoniano, vissuti circa 380 milioni di anni fa, mostrano sottili anelli di crescita giornalieri e annuali da cui si deduce che l'anno contava allora circa 400 giorni, ciascuno più breve di quello attuale. Depositi sedimentari di marea ancora più antichi indicano che il giorno e il mese erano un tempo sensibilmente più corti.

La fine delle eclissi totali

Nel lontano futuro l'allontanamento renderà impossibili le eclissi totali di Sole, perché il disco lunare non sarà più abbastanza grande da coprire quello solare; le stime indicano un orizzonte di alcune centinaia di milioni di anni. Secondo l'ipotesi oggi più accreditata, del resto, la Luna si formò molto più vicina alla Terra, in seguito a un gigantesco impatto avvenuto circa 4,5 miliardi di anni fa.

Nel simbolismo tradizionale la Luna è sempre stata l'astro del mutamento, contrapposto alla presunta immobilità delle stelle. La scienza moderna conferma questa intuizione in modo inatteso: non solo le fasi cambiano ogni notte, ma l'intera relazione tra la Terra e la sua compagna si trasforma lentamente, centimetro dopo centimetro, nel corso delle ere.