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Fasi e cicli · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Luna del raccolto e luna del cacciatore: i pleniluni d'autunno

Perché intorno all'equinozio d'autunno la luna piena sorge quasi alla stessa ora per più sere, e da dove vengono i nomi tradizionali delle lune piene.

Tra tutte le lune piene dell'anno, quella più vicina all'equinozio d'autunno ha ricevuto nella tradizione europea un nome speciale. Non è più grande né più luminosa delle altre, ma possiede una particolarità astronomica reale, che per secoli ha avuto un'utilità concreta per chi lavorava nei campi fino a tarda sera.

Perché la luna d'autunno sorge presto

In media la Luna sorge ogni giorno circa cinquanta minuti più tardi del giorno precedente. Intorno all'equinozio d'autunno, però, alle latitudini medie dell'emisfero boreale, la luna piena e quelle dei giorni vicini sorgono con un ritardo molto minore, che in Italia può scendere a meno di mezz'ora. Per diverse sere consecutive, dunque, una luna quasi piena compare all'orizzonte orientale poco dopo il tramonto del Sole.

La ragione è geometrica. In quel periodo dell'anno la parte dell'eclittica in cui si trova la luna piena, verso i Pesci e l'Ariete, forma con l'orizzonte orientale un angolo particolarmente basso al momento del sorgere. La Luna avanza ogni giorno lungo l'eclittica di circa tredici gradi, ma con un'inclinazione così ridotta si abbassa di poco sotto l'orizzonte, e il suo sorgere si sposta quindi di poco.

Un nome contadino

Questa luce supplementare nelle prime ore della notte era preziosa quando il raccolto si concludeva a mano. Da qui il nome inglese harvest moon, luna del raccolto, che designa il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno, a settembre o all'inizio di ottobre. Il plenilunio successivo è detto hunter's moon, luna del cacciatore, perché tradizionalmente accompagnava la stagione della caccia dopo la fine dei lavori agricoli.

I nomi dei mesi e delle lune

Molti popoli hanno dato nomi alle lune o ai mesi secondo i lavori e i fenomeni stagionali. Beda il Venerabile, nel trattato De temporum ratione del 725, elenca i nomi dei mesi degli antichi Anglosassoni, che contavano il tempo secondo la Luna: settembre era Halegmonath, il mese dei riti sacri, e novembre Blodmonath, il mese del sangue, per il bestiame sacrificato prima dell'inverno.

Gli almanacchi nordamericani hanno reso popolari, nel Novecento, nomi come luna del lupo, luna della neve, luna del verme o luna del cervo, attribuendoli alle tradizioni di diversi popoli nativi e dei coloni europei. Questi nomi, oggi diffusi anche in Europa, provengono in realtà da fonti eterogenee e non formano un calendario antico unitario, anche se alcuni rispecchiano usanze effettivamente documentate.

Simbolo di abbondanza

Nella tradizione la luna del raccolto è stata associata all'abbondanza e al compimento dell'anno agricolo. In Asia orientale il plenilunio dell'ottavo mese lunare, che cade di solito tra settembre e ottobre, è celebrato con la Festa di metà autunno, durante la quale si offrono dolci rotondi a forma di Luna e si racconta la leggenda di Chang'e, la donna che secondo il mito salì sulla Luna dopo aver bevuto l'elisir dell'immortalità.

La coincidenza tra un fatto astronomico e un bisogno umano spiega bene la nascita di questi nomi. La luna del raccolto non è un'invenzione poetica, ma il risultato di una geometria celeste che i contadini avevano notato molto prima che gli astronomi la descrivessero, e che ancora oggi regala in autunno una serie di sere luminose.