Eclissi e storia: da Talete a Cristoforo Colombo
La battaglia interrotta del 585 a.C., la rovina di Nicia a Siracusa, l'astuzia di Colombo in Giamaica: le eclissi che hanno lasciato un segno nella storia.
Le eclissi non appartengono soltanto all'astronomia. Per la loro natura improvvisa e spettacolare hanno interrotto battaglie, influenzato decisioni militari e permesso a chi sapeva prevederle di esercitare un potere straordinario. Le fonti antiche e moderne conservano alcuni episodi celebri, che mostrano quanto il cielo abbia pesato sulle vicende umane, dall'Asia Minore alla Sicilia fino ai Caraibi.
La battaglia dell'eclissi
Erodoto, nel primo libro delle Storie, racconta che durante una guerra tra Lidi e Medi, nel sesto anno di combattimenti, il giorno si fece improvvisamente notte nel mezzo di una battaglia. I due eserciti, atterriti, smisero di combattere e conclusero la pace, suggellata da un matrimonio tra le due case reali. Lo storico aggiunge che Talete di Mileto aveva predetto agli Ioni questo mutamento, indicando l'anno in cui sarebbe avvenuto.
Gli astronomi moderni identificano di solito il fenomeno con l'eclissi totale di Sole del 28 maggio 585 a.C., visibile in Asia Minore. Resta discusso come Talete abbia potuto prevederla: forse conosceva cicli di origine babilonese, ma una previsione precisa del luogo di visibilità andava oltre le conoscenze dell'epoca, e alcuni studiosi dubitano della storicità dell'episodio.
Nicia a Siracusa
Tucidide, nel settimo libro della Guerra del Peloponneso, narra uno degli episodi più drammatici legati a un'eclissi lunare. Nell'estate del 413 a.C. l'esercito ateniese assediava Siracusa senza successo e il comandante Nicia aveva deciso la ritirata. Proprio allora la Luna si eclissò. Nicia, molto incline ai presagi, accolse il parere degli indovini, che consigliavano di attendere «tre volte nove giorni» prima di muoversi.
Il ritardo fu fatale. I Siracusani bloccarono il porto, la flotta ateniese fu distrutta e l'esercito, in ritirata via terra, fu annientato; Nicia stesso fu messo a morte. L'eclissi, datata dagli astronomi al 27 agosto del 413 a.C., è rimasta un caso esemplare in cui l'interpretazione di un fenomeno celeste ebbe conseguenze militari decisive.
Colombo in Giamaica
Nel 1503, durante il quarto viaggio, Cristoforo Colombo rimase bloccato in Giamaica con le navi danneggiate. Dopo alcuni mesi gli abitanti dell'isola smisero di fornire viveri agli spagnoli. Secondo il racconto del figlio Ferdinando, Colombo sapeva da un almanacco astronomico, di norma identificato con le Effemeridi di Regiomontano, che il 29 febbraio 1504 ci sarebbe stata un'eclissi di Luna, e annunciò che Dio avrebbe mostrato la sua collera oscurando l'astro. Quando la Luna si oscurò davvero, le provviste ripresero ad arrivare.
Le eclissi come documenti
Le eclissi ricordate nelle fonti antiche sono preziose anche per la cronologia. Poiché la loro data può essere calcolata con precisione, permettono di fissare eventi altrimenti incerti. Un'eclissi solare menzionata nelle liste eponime assire, comunemente identificata con quella del 15 giugno 763 a.C., è uno dei capisaldi della cronologia del Vicino Oriente antico, perché consente di ancorare a una data assoluta un'intera sequenza di anni.
Il confronto tra le eclissi registrate a Babilonia, in Cina e nel mondo greco e le previsioni teoriche ha inoltre permesso agli astronomi moderni di misurare il lento rallentamento della rotazione terrestre nel corso dei millenni. Un'eclissi descritta da uno scriba o da uno storico diventa così un dato scientifico, capace di parlare a distanza di oltre duemila anni.
Da Talete a Colombo, la storia delle eclissi è anche la storia del sapere come forma di potere. Chi conosceva i cicli del cielo poteva trasformare il terrore in previsione, e la previsione in autorità; chi li ignorava restava in balia di un presagio, come accadde agli Ateniesi davanti a Siracusa e agli abitanti della Giamaica davanti alle navi di Colombo.