Il meccanismo di Anticitera: un calcolatore greco dei cicli lunari
Ruote dentate, quadranti a spirale per Metone e Saros e la Luna irregolare di Ipparco: com'era fatto e che cosa calcolava il meccanismo di Anticitera.
Nel 1900 alcuni pescatori di spugne, riparatisi da una tempesta presso l'isola greca di Anticitera, scoprirono sul fondale il relitto di una nave carica di statue e oggetti preziosi. Tra i reperti recuperati nei mesi successivi c'erano alcuni frammenti di bronzo corrosi, che solo più tardi si rivelarono i resti del più complesso strumento scientifico giunto a noi dall'antichità.
Un relitto e un enigma
Il naufragio risale al I secolo a.C., e il meccanismo è stato datato, con stime diverse, tra il II e il I secolo a.C. I frammenti sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Atene. Nel 1902 l'archeologo Valerios Stais notò una ruota dentata incastrata in uno dei pezzi, ma per decenni l'oggetto rimase un enigma. Fu lo storico della scienza Derek de Solla Price, tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, a proporne la prima ricostruzione sistematica come calcolatore astronomico.
Dal 2005 un gruppo internazionale di ricerca ha studiato i frammenti con la tomografia a raggi X e tecniche fotografiche avanzate, rivelando ingranaggi nascosti e migliaia di caratteri incisi in greco. Queste iscrizioni, una sorta di manuale d'uso, hanno permesso di capire con precisione la funzione di molti quadranti e di confermare che il dispositivo era dedicato soprattutto ai cicli del Sole e della Luna.
Le facce del meccanismo
Il dispositivo era racchiuso in una cassetta di legno e veniva azionato con una manovella. Sulla faccia anteriore un quadrante mostrava lo zodiaco e il calendario egizio di 365 giorni; lancette indicavano la posizione del Sole e della Luna, e una piccola sfera, metà chiara e metà scura, ruotando mostrava la fase lunare. Secondo le ricostruzioni, il quadrante indicava anche le posizioni dei pianeti, ma questa parte è giunta in modo frammentario.
Sulla faccia posteriore si trovavano due grandi quadranti a spirale. Quello superiore riproduceva il ciclo metonico di 235 mesi, quello inferiore il ciclo di Saros di 223 mesi, con l'indicazione dei mesi in cui erano attese eclissi. Quadranti minori mostravano il ciclo di Callippo, l'exeligmos e il ciclo quadriennale dei grandi giochi panellenici, tra cui quelli di Olimpia.
La Luna irregolare
Il dettaglio più ingegnoso riguarda la velocità variabile della Luna. Due ruote dentate montate su assi leggermente sfalsati, collegate da un perno che scorreva in una fessura, facevano avanzare la lancetta lunare più rapidamente in alcuni periodi e più lentamente in altri, riproducendo l'anomalia descritta dalla teoria di Ipparco. L'intero gruppo ruotava a sua volta lentamente, simulando lo spostamento dell'asse dell'orbita lunare in circa nove anni.
Chi lo costruì
L'autore resta sconosciuto. Cicerone, nel De re publica, ricorda una sfera costruita da Archimede che riproduceva i moti del Sole, della Luna e dei pianeti, e nel De natura deorum menziona uno strumento simile realizzato da Posidonio a Rodi. Alcuni studiosi hanno proposto un legame con queste tradizioni o con le scuole di Rodi e di Siracusa, ma nessuna attribuzione è dimostrata, e il meccanismo resta un'opera anonima.
Il meccanismo di Anticitera dimostra che i Greci non solo conoscevano i cicli lunari scoperti dai Babilonesi, ma sapevano tradurli in ingranaggi di bronzo. Strumenti di complessità paragonabile ricompaiono in Europa soltanto con gli orologi astronomici del tardo Medioevo, a testimonianza di una conoscenza tecnica che per secoli andò in gran parte perduta.