Eclissi di Sole: la coincidenza che spegne il giorno
Totali, anulari e ibride: come avviene un'eclissi solare, che cosa si osserva durante la totalità e quali scoperte scientifiche ha reso possibili nella storia.
Il Sole ha un diametro circa quattrocento volte maggiore di quello della Luna, ma si trova anche circa quattrocento volte più lontano. Da questa coincidenza, che non risponde ad alcuna necessità fisica, nasce uno degli spettacoli più rari della natura: per pochi minuti il disco lunare copre esattamente quello solare, il giorno si oscura e nel cielo compare la corona, l'atmosfera esterna della nostra stella.
Totali, anulari, parziali
Un'eclissi solare avviene alla luna nuova, quando la Luna passa davanti al Sole vicino a uno dei nodi. Se la Luna è abbastanza vicina alla Terra da coprire interamente il disco solare, l'eclissi è totale; se si trova verso l'apogeo e appare troppo piccola, lascia un anello di luce ed è detta anulare. Esistono anche eclissi ibride, totali in un tratto del percorso e anulari in un altro. Chi si trova fuori dalla fascia centrale vede soltanto un'eclissi parziale.
L'ombra della Luna disegna sulla Terra una striscia larga di norma non più di qualche centinaio di chilometri, e per questo un dato luogo assiste a un'eclissi totale in media una volta ogni tre o quattro secoli. La totalità non supera mai i sette minuti e mezzo circa. Il 12 agosto 2026 la fascia di totalità ha attraversato la Spagna; il 2 agosto 2027 toccherà il sud della Spagna, il Nordafrica e l'Egitto, con oltre sei minuti di oscurità presso Luxor.
Che cosa si vede
Negli ultimi istanti prima della totalità la luce cala in modo innaturale, la temperatura scende e molti animali si comportano come al crepuscolo. Gli ultimi raggi filtrano tra le valli del bordo lunare formando i grani di Baily, descritti dall'astronomo inglese Francis Baily nel 1836, e poi un unico punto brillante, il cosiddetto anello di diamante. Durante la totalità compaiono le stelle più luminose, i pianeti e le protuberanze rosate della cromosfera.
Osservare il Sole parzialmente eclissato senza filtri adatti è pericoloso per la vista, anche quando la luce sembra debole. Solo durante la breve fase di totalità il disco è completamente nascosto, ed è allora che si rivela la corona, con i suoi raggi argentei che si estendono per diversi diametri solari e cambiano forma secondo il ciclo di attività della stella.
Eclissi e scoperte
Le eclissi solari hanno avuto un ruolo importante nella storia della scienza. Nel 1868, osservando lo spettro delle protuberanze durante un'eclissi visibile dall'India, Jules Janssen notò una riga gialla che Norman Lockyer attribuì a un elemento sconosciuto, poi chiamato elio dal nome greco del Sole. Nel 1919 le spedizioni britanniche promosse da Frank Dyson e Arthur Eddington, all'isola di Príncipe e a Sobral in Brasile, misurarono la deviazione della luce stellare vicino al Sole prevista dalla relatività generale.
Il giorno che muore
Nelle culture antiche l'eclissi di Sole era il presagio più temuto. In Cina gli astronomi di corte avevano il compito di annunciarla, e un racconto leggendario tramandato nel Classico dei documenti narra di due astronomi, Xi e He, puniti per non averla prevista. Nel mondo greco il poeta Archiloco, nel VII secolo a.C., descrive in un frammento lo sgomento per il Sole che Zeus avrebbe oscurato a mezzogiorno, trasformando il giorno in notte.
Oggi sappiamo calcolare con secoli di anticipo il percorso di ogni eclissi, ma la coincidenza che la rende possibile non durerà per sempre. La Luna si allontana lentamente dalla Terra, e in un futuro molto remoto le eclissi totali lasceranno il posto soltanto a quelle anulari. Siamo, in questo senso, spettatori privilegiati di un'epoca della lunga storia del sistema solare.