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La Luna nella tradizione · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La lepre nella Luna: dal Buddha al coniglio di giada cinese

La lepre lunare in Asia e nelle Americhe: il sacrificio del Sasa Jataka, il coniglio di giada di Chang'e, i mochi giapponesi e il coniglio degli Aztechi.

Non tutti vedono un uomo nelle macchie della Luna. In gran parte dell'Asia orientale, in India e nella Mesoamerica, la stessa configurazione di mari lunari è stata interpretata come una lepre o un coniglio, con le lunghe orecchie rivolte verso il bordo del disco. Da questa immagine sono nate leggende diverse, accomunate dall'idea che un piccolo animale abiti la Luna, spesso come premio per una virtù o come testimone di un evento delle origini.

Il sacrificio della lepre

Una delle versioni più antiche si trova nella tradizione buddhista, nel Sasa Jataka, uno dei racconti delle vite precedenti del Buddha. Una lepre vive nella foresta con altri animali e decide, in un giorno di osservanza religiosa, di offrire qualcosa a chi chiede l'elemosina. Quando il dio Sakka, cioè Indra, si presenta travestito da brahmano affamato, la lepre, non avendo altro da dare, si getta nel fuoco per offrirgli il proprio corpo.

Il fuoco, per prodigio, non la brucia. Sakka rivela la propria identità e, perché la virtù della lepre sia ricordata per sempre, ne disegna l'immagine sulla Luna. In sanscrito la Luna è chiamata anche sasin o sasanka, termini che significano «che porta il segno della lepre», a conferma di quanto antica e diffusa fosse questa lettura del disco lunare. Il racconto ebbe grande fortuna in tutta l'Asia buddhista, dallo Sri Lanka al Giappone.

Il coniglio di giada

In Cina l'animale lunare è il coniglio di giada, Yutu, raffigurato mentre pesta in un mortaio l'elisir dell'immortalità. La sua figura è legata al mito di Chang'e, la donna che, secondo la tradizione, bevve l'elisir e salì sulla Luna, dove vive in un palazzo freddo. Una delle immagini più antiche del tema è lo stendardo di seta della tomba di Mawangdui, del II secolo a.C., dove la falce lunare ospita un rospo e una piccola lepre.

In Giappone e in Corea la lepre lunare pesta invece riso glutinoso per preparare dolci tradizionali, i mochi giapponesi e i tteok coreani, e la sua immagine accompagna le feste d'autunno dedicate alla contemplazione della Luna. Il legame con il cielo è arrivato fino all'esplorazione spaziale: Yutu è il nome del rover cinese che nel dicembre 2013 ha toccato il suolo lunare con la missione Chang'e 3, seguito nel 2019 da Yutu-2 sulla faccia nascosta.

Il coniglio degli Aztechi

Nell'America precolombiana la stessa figura assume un significato cosmico. Secondo il racconto raccolto nel Cinquecento dal francescano Bernardino de Sahagún nel Codice fiorentino, all'origine dell'era attuale gli dei si riunirono a Teotihuacan e due di loro si gettarono nel fuoco per diventare il Sole e la Luna. Poiché i due astri brillavano con la stessa intensità, uno degli dei scagliò un coniglio sul volto della Luna, attenuandone lo splendore: da allora il suo segno resta impresso sul disco.

In Europa l'associazione tra lepre e Luna è meno documentata nelle fonti antiche, e molte delle ricostruzioni che la collegano a presunte dee lunari germaniche risalgono a ipotesi ottocentesche prive di solide basi. La lepre compare comunque nel folklore europeo come animale notturno, legato alla fertilità e alla trasformazione, e in alcune tradizioni era ritenuta una forma assunta dalle streghe, un tema che la avvicina al mondo lunare.

La lepre lunare mostra quanto la percezione del cielo dipenda dalla cultura. Le stesse macchie che in Europa diventavano Caino o un raccoglitore di legna, in Asia e in Messico prendevano la forma di un animale gentile, simbolo di sacrificio, di immortalità o di equilibrio cosmico. È un esempio di come ogni civiltà abbia letto nella Luna la propria storia.