Il Re e la Regina: le nozze del Sole e della Luna in alchimia
La coniunctio del Sole e della Luna nell'alchimia europea: le xilografie del Rosarium philosophorum, lo Splendor solis, Atalanta fugiens e le Nozze chimiche.
Tra le immagini più celebri dell'alchimia europea c'è quella di un re e di una regina che si incontrano, si uniscono e rinascono come un'unica creatura con due teste. Il re è il Sole, la regina è la Luna. Questa coppia, che rappresenta l'unione di principi opposti, attraversa per secoli i trattati illustrati, dai manoscritti tardomedievali alle raccolte di emblemi del Seicento, e costituisce il cuore simbolico della cosiddetta coniunctio.
Il Rosarium philosophorum
L'opera che più di ogni altra ha reso famosa la coppia è il Rosarium philosophorum, pubblicato a Francoforte nel 1550 all'interno di una raccolta di testi alchemici. Le sue xilografie mostrano il re e la regina che si porgono dei fiori, si spogliano, si immergono in un bagno, si uniscono e infine muoiono per rinascere come essere ermafrodita, il rebis, cioè la «cosa doppia». Ogni immagine è accompagnata da versi e da citazioni di autori precedenti.
Le figure del Rosarium non vanno lette come scene realistiche ma come allegorie delle operazioni di laboratorio: la soluzione, la congiunzione, la putrefazione, la purificazione. Il Sole e la Luna corrispondono a sostanze o principi complementari, spesso identificati con lo zolfo e il mercurio, il fisso e il volatile, il caldo e l'umido. L'unione dei due luminari esprimeva l'obiettivo di un'opera che doveva conciliare ciò che in natura appare diviso.
Dallo Splendor solis ad Atalanta fugiens
Altre opere sviluppano lo stesso tema con grande ricchezza visiva. Lo Splendor solis, manoscritto miniato del XVI secolo attribuito per tradizione al leggendario Salomon Trismosin, presenta il Sole e la Luna come sovrani in tavole di raffinata fattura. Nel 1617 Michael Maier, medico e alchimista tedesco, pubblicò Atalanta fugiens, cinquanta emblemi accompagnati da epigrammi e da brani musicali. Uno di essi afferma che il Sole ha bisogno della Luna come il gallo della gallina.
Nel 1616 era apparso a Strasburgo un testo di genere diverso, le Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, attribuite al teologo luterano Johann Valentin Andreae. Il racconto, distribuito nell'arco di sette giorni, narra il viaggio di un vecchio eremita invitato al matrimonio di un re e di una regina in un castello misterioso. Pur senza presentarli esplicitamente come Sole e Luna, l'opera rielabora in forma romanzesca l'immaginario delle nozze alchemiche.
Il significato della coppia
Dietro la coppia regale si intravedono tradizioni più antiche. Il mito greco unisce Apollo e Artemide, fratello e sorella legati al Sole e alla Luna; la teologia medievale paragonava Cristo al Sole e la Chiesa alla Luna, che ne riflette la luce. Gli alchimisti attinsero a questo repertorio per dare forma alle loro idee, mescolando simboli religiosi, astrologici e mitologici in un linguaggio volutamente oscuro, destinato a una cerchia ristretta di lettori.
Nel Novecento lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung dedicò al Rosarium un saggio, La psicologia della traslazione, interpretandone le immagini come rappresentazioni dell'incontro tra opposti nella psiche. Si tratta di una lettura moderna, discussa dagli storici della scienza, che però ha fatto conoscere quelle xilografie ben oltre la cerchia degli specialisti. Oggi le nozze del Sole e della Luna sono studiate soprattutto come documento di storia culturale e artistica.
Le nozze del Sole e della Luna sono forse l'immagine più eloquente dell'alchimia europea. Raccontano il desiderio di riunire ciò che è separato, la luce del giorno e quella della notte, il fisso e il mutevole. Chi osserva le tavole del Rosarium o dello Splendor solis vi trova un'arte raffinata e un modo di pensare la natura per immagini, lontano dalla chimica moderna ma ricco di fascino.