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Fasi e cicli · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Mese sinodico e mese siderale: le due misure del tempo lunare

Perché il mese delle fasi dura 29,53 giorni e quello delle stelle solo 27,32: la differenza spiegata, con i calendari e le dimore lunari che ne derivano.

Quanto dura un mese lunare? La risposta dipende da ciò che si prende come riferimento. Se si misura il ritorno della Luna alla stessa fase si ottiene un intervallo; se si misura il ritorno davanti alle stesse stelle se ne ottiene un altro, più breve di oltre due giorni. Questa differenza, apparentemente sottile, ha guidato la costruzione di calendari e di sistemi astrologici molto diversi tra loro.

Il mese delle stelle

Il mese siderale è il tempo che la Luna impiega a compiere un giro completo intorno alla Terra rispetto alle stelle fisse: in media 27,32 giorni, cioè circa 27 giorni e quasi 8 ore. Se una sera la Luna si trova accanto a una stella brillante come Regolo o Spica, dopo un mese siderale la ritroveremo di nuovo in quel punto del cielo, ma con una fase diversa da quella della prima osservazione.

Il mese delle fasi

Il mese sinodico è invece l'intervallo tra due lune nuove o due lune piene consecutive, e dura in media 29,53 giorni, circa 29 giorni, 12 ore e 44 minuti. La differenza dipende dal moto della Terra intorno al Sole. Mentre la Luna compie il suo giro, la Terra avanza lungo la propria orbita di quasi un grado al giorno; per tornare nello stesso allineamento con il Sole, la Luna deve percorrere un arco supplementare, che richiede poco più di due giorni.

La durata di ogni singola lunazione oscilla attorno al valore medio, a causa dell'orbita ellittica della Luna e delle perturbazioni del Sole: si va da circa 29 giorni e 4 ore a quasi 29 giorni e 22 ore. Il valore medio era noto con grande precisione già agli astronomi babilonesi, e quello adottato da Ipparco nel II secolo a.C. differisce da quello moderno di meno di un secondo.

Calendari e dimore lunari

Il mese sinodico è la base dei calendari lunari e lunisolari: il calendario islamico, formato da dodici mesi di 29 o 30 giorni, il calendario ebraico e quello cinese tradizionale. Dodici lunazioni fanno circa 354 giorni, undici in meno dell'anno solare. È questo scarto che obbliga i calendari lunisolari a inserire periodicamente un tredicesimo mese per restare allineati con le stagioni.

Il mese siderale ha ispirato invece le dimore lunari, suddivisioni del cielo in 27 o 28 settori, uno per ogni notte del percorso della Luna tra le stelle. In India sono i nakshatra, nel mondo arabo le manazil al-qamar, in Cina le ventotto xiu. Nella tradizione astrologica a ogni dimora erano attribuiti un carattere e una funzione, e nel Medioevo latino le mansioni lunari entrarono nei trattati di magia astrale tradotti dall'arabo, come il Picatrix.

Due misure, due visioni

La coesistenza dei due mesi riflette due modi di guardare il cielo. Il mese sinodico appartiene all'esperienza quotidiana: è il ritmo della luce notturna, delle veglie, dei mercati e delle feste. Il mese siderale presuppone invece l'osservazione attenta delle stelle e la volontà di misurare il cammino della Luna lungo lo zodiaco, compito tipico di astronomi e astrologi di professione.

Due mesi, dunque, per un solo astro: uno scandito dalla luce, l'altro dalle stelle. Il primo ha regolato digiuni, raccolti e ricorrenze religiose; il secondo ha disegnato una mappa del cielo notturno che per secoli ha unito astronomia, calendario e simbolismo in un unico sistema di pensiero, dall'India al Mediterraneo.