Mese anomalistico e mese draconitico: i ritmi nascosti della Luna
Perigeo, apogeo e nodi: che cosa misurano il mese anomalistico e quello draconitico, da dove vengono i loro nomi e perché sono la chiave delle eclissi.
Oltre al mese delle fasi e a quello delle stelle, gli astronomi distinguono altri cicli lunari, meno noti ma decisivi. Due in particolare spiegano perché la Luna appare talvolta più grande e perché le eclissi non avvengono ogni mese. Si chiamano mese anomalistico e mese draconitico, e i loro nomi conservano tracce dell'astronomia greca e dell'immaginario medievale.
Perigeo e apogeo
L'orbita della Luna non è un cerchio, ma un'ellisse. Il punto più vicino alla Terra si chiama perigeo, quello più lontano apogeo; la distanza tra i centri dei due corpi varia all'incirca fra 356.000 e 406.000 chilometri. Il mese anomalistico è il tempo che la Luna impiega a passare due volte consecutive per il perigeo: in media 27,55 giorni, un po' più del mese siderale.
La differenza nasce dal fatto che l'asse dell'ellisse non è fermo, ma ruota lentamente nello stesso verso del moto lunare, compiendo un giro completo in circa 8,85 anni. Il termine «anomalia» viene dal lessico astronomico greco, dove indicava l'irregolarità del moto di un astro rispetto a un moto circolare uniforme. Ipparco e poi Tolomeo cercarono di spiegarla con il sistema degli eccentrici e degli epicicli.
La via del drago
Il piano dell'orbita lunare è inclinato di circa cinque gradi rispetto all'eclittica, il piano lungo il quale si muove apparentemente il Sole. I due punti in cui i due percorsi si incrociano si chiamano nodi. Il mese draconitico, detto anche nodale, è l'intervallo tra due passaggi consecutivi della Luna per lo stesso nodo e dura in media 27,21 giorni.
In questo caso il mese è più corto di quello siderale, perché la linea dei nodi arretra, cioè si sposta in senso opposto al moto della Luna, compiendo un giro in circa 18,6 anni. Il nome deriva dall'immagine, diffusa nell'astronomia e nell'astrologia medievale, di un drago celeste con la testa e la coda nei due nodi, che secondo la credenza divorava il Sole o la Luna durante le eclissi.
Perché contano
Il mese draconitico è la chiave delle eclissi, che possono avvenire solo quando una luna nuova o una luna piena cade vicino a un nodo. Il mese anomalistico determina invece la grandezza apparente della Luna e distingue, per esempio, un'eclissi solare totale da una anulare. Il fatto che questi cicli si accordino quasi esattamente con il mese sinodico dopo un certo numero di anni rende possibile il ciclo di Saros, sfruttato dagli astronomi babilonesi per prevedere le eclissi.
Esiste infine il mese tropico, misurato rispetto al punto dell'equinozio di primavera, che dura pochi secondi meno del mese siderale a causa della precessione degli equinozi. È il mese di riferimento per l'astrologia occidentale, il cui zodiaco è legato agli equinozi e non alle costellazioni, che con il passare dei secoli si sono spostate rispetto ai segni.
Un moto difficile da domare
L'esistenza di tanti mesi diversi mostra che il moto della Luna è il più complesso tra quelli osservabili a occhio nudo. Già nell'antichità gli astronomi si accorsero che nessun modello semplice bastava a descriverlo, e la teoria lunare rimase per secoli un banco di prova. Isaac Newton, secondo una testimonianza tramandata dai suoi contemporanei, avrebbe detto che era l'unico problema capace di fargli dolere la testa.
Mesi anomalistici e draconitici restano invisibili all'osservatore distratto, ma governano fenomeni che tutti possono vedere: la Luna che appare più grande in certe notti, l'ombra che a volte la oscura, il Sole che a mezzogiorno si spegne per pochi minuti. Dietro l'apparente semplicità dell'astro della notte si nasconde un intreccio di ritmi di sorprendente precisione.