Jules Verne, Dalla Terra alla Luna: il Gun Club e il proiettile
Dalla Terra alla Luna e Intorno alla Luna di Jules Verne: il Gun Club di Baltimora, il cannone Columbiad, Michel Ardan e le singolari coincidenze con l'Apollo.
Nel 1865 l'editore parigino Pierre-Jules Hetzel pubblicò un romanzo che trasformava un sogno antico in un problema di ingegneria. Con Dalla Terra alla Luna Jules Verne, già noto per Cinque settimane in pallone e Viaggio al centro della Terra, abbandonava ali, demoni e carri di fuoco: per raggiungere la Luna bastavano il calcolo, la balistica e una buona dose di audacia. Il racconto ebbe un seguito, Intorno alla Luna, pubblicato a puntate nel 1869 e in volume l'anno successivo.
Il Gun Club di Baltimora
La storia si apre negli Stati Uniti all'indomani della guerra di Secessione. A Baltimora gli artiglieri del Gun Club, un circolo di inventori di cannoni rimasti senza lavoro con il ritorno della pace, ascoltano la proposta del loro presidente, Impey Barbicane: sparare un proiettile fino alla Luna. L'idea suscita un entusiasmo nazionale, e da tutto il mondo arrivano offerte di denaro per finanziare l'impresa.
Verne descrive con cura quasi documentaria ogni fase del progetto: la scelta del luogo di lancio, che cade sulla Florida per ragioni di latitudine, la fusione di un gigantesco cannone verticale chiamato Columbiad, scavato direttamente nel terreno, il calcolo della velocità necessaria per sfuggire all'attrazione terrestre. Per i numeri lo scrittore si avvalse, secondo la tradizione biografica, della consulenza del cugino Henri Garcet, professore di matematica.
Michel Ardan e i passeggeri del proiettile
Il progetto cambia natura quando un telegramma annuncia l'arrivo di Michel Ardan, avventuriero francese che chiede di viaggiare dentro il proiettile. Il nome Ardan è l'anagramma di Nadar, il celebre fotografo e aeronauta amico di Verne, di cui il personaggio riprende l'esuberanza. Il proiettile diventa così una capsula abitabile in alluminio, e a bordo salgono anche Barbicane e il suo rivale, il capitano Nicholl, costruttore di corazze.
Il primo romanzo si chiude con il lancio e con un'incertezza: dai grandi telescopi si scorge il proiettile, che non ha raggiunto la Luna ma le gira intorno come un satellite. In Intorno alla Luna i tre viaggiatori osservano da vicino la superficie lunare, sorvolano la faccia nascosta immersa nel buio e infine, dopo un tentativo di correzione della rotta, ricadono sulla Terra, nell'oceano Pacifico, dove vengono recuperati da una nave americana.
Profezie e coincidenze
Un secolo più tardi molti notarono le somiglianze con il programma Apollo: tre uomini a bordo, il lancio dalla Florida, l'orbita attorno alla Luna, l'ammaraggio nel Pacifico. Nel dicembre del 1968 la missione Apollo 8 compì proprio un viaggio di questo tipo, senza allunare. Si tratta di coincidenze nate dalla logica del problema più che da una profezia, ma testimoniano la serietà con cui Verne aveva affrontato la questione.
I romanzi lunari ispirarono a loro volta altre opere. Nel 1875 Jacques Offenbach portò in scena a Parigi l'opéra-féerie Il viaggio nella Luna, liberamente ispirato a Verne, e nel 1902 Georges Méliès realizzò Il viaggio nella Luna, il film con il proiettile conficcato nell'occhio della Luna, che univa suggestioni di Verne e del romanzo di H. G. Wells I primi uomini sulla Luna.
Nelle edizioni illustrate di Hetzel, con le incisioni che accompagnavano il testo, Verne consegnò ai lettori un'immagine nuova della Luna: non più un regno fantastico, ma una meta che il progresso tecnico avrebbe potuto raggiungere. Proprio questa fiducia ottimistica nella scienza, temperata dall'ironia, ha reso Dalla Terra alla Luna uno dei libri più amati e imitati dell'Ottocento.