Chang'e, la dea cinese della Luna: elisir, coniglio di giada e festa
Il mito di Chang'e e dell'arciere Yi nelle fonti cinesi, l'elisir della Regina Madre d'Occidente, il coniglio di giada e la Festa di metà autunno.
Nelle notti di metà autunno, quando la Luna piena appare più grande e luminosa, in Cina si racconta da secoli la storia di una donna che vive lassù, sola, in un palazzo freddo. È Chang'e, la dea della Luna. Il suo mito, tramandato in molte versioni, unisce un'antica riflessione sull'immortalità a una tradizione festiva che coinvolge ancora oggi milioni di famiglie in tutta l'Asia orientale.
L'arciere e i dieci soli
Secondo la leggenda, in un tempo remoto nel cielo sorgevano insieme dieci soli, che bruciavano la terra e inaridivano i raccolti. L'arciere Yi, spesso chiamato Hou Yi, ne abbatté nove con le sue frecce, lasciandone uno solo. Per ricompensarlo, o in altre versioni per sua richiesta, la Regina Madre d'Occidente, Xiwangmu, gli donò un elisir d'immortalità.
Lo Huainanzi, una raccolta di testi filosofici compilata alla corte del principe Liu An nel II secolo a.C., riferisce in poche parole che la moglie di Yi rubò l'elisir e fuggì sulla Luna. In origine il suo nome era Heng'e. Fu cambiato in Chang'e durante la dinastia Han per evitare il carattere heng, che faceva parte del nome personale dell'imperatore Wen, secondo l'usanza che vietava di scrivere il nome del sovrano.
Il rospo, il coniglio e il taglialegna
Alcune fonti antiche raccontano che Chang'e, giunta sulla Luna, fu trasformata in rospo, e per questo l'animale rimase a lungo un simbolo lunare. Lo stendardo di seta della tomba della marchesa di Dai a Mawangdui, del II secolo a.C., mostra la falce di luna con un rospo e un piccolo coniglio. Nelle versioni più tarde e diffuse, invece, la dea conserva la sua forma umana e vive nel Palazzo del Grande Freddo.
Accanto a lei abita il coniglio di giada, che pesta in un mortaio le erbe dell'immortalità. Una leggenda attestata in epoca Tang aggiunge la figura di Wu Gang, condannato ad abbattere un albero di osmanto che ricresce dopo ogni colpo. Sono tutte immagini nate dall'osservazione delle macchie lunari, che in Cina si leggevano come un coniglio, mentre in Europa si vedevano un volto o un uomo con una fascina.
La Festa di metà autunno
Il mito di Chang'e è legato soprattutto alla Festa di metà autunno, Zhongqiu, celebrata il quindicesimo giorno dell'ottavo mese del calendario lunisolare cinese, quando la Luna è piena. Le famiglie si riuniscono per contemplare l'astro, accendono lanterne e condividono i dolci della Luna, i yuebing, rotondi come il disco lunare. Il tema dominante è il ricongiungimento, opposto alla solitudine della dea.
La figura di Chang'e è arrivata anche nell'età spaziale. Il programma cinese di esplorazione lunare porta il suo nome: la sonda Chang'e 1 fu lanciata nel 2007, e nel 2013 il rover della missione Chang'e 3 venne chiamato Yutu, coniglio di giada. Nel 2019 la sonda Chang'e 4 realizzò il primo atterraggio morbido sulla faccia nascosta della Luna. Un mito antico ha così dato i nomi a una delle imprese scientifiche più recenti.