Luna del Lupo, Luna del Raccolto: i nomi tradizionali delle lune piene
Da dove vengono i nomi delle lune piene: la serie degli almanacchi americani, la Luna del Raccolto e del Cacciatore, la vera storia di Superluna e Luna blu.
Luna del Lupo a gennaio, Luna della Neve a febbraio, Luna del Verme a marzo, fino alla Luna Fredda di dicembre: i nomi delle lune piene ricompaiono ogni mese nei notiziari e sulle pagine dedicate al cielo. Sono nomi evocativi e in parte antichi, ma la serie completa che conosciamo oggi ha una storia più recente e meno lineare di quanto si creda. Distinguere ciò che è tradizione da ciò che è costruzione moderna permette di apprezzarli meglio.
La serie più diffusa
L'elenco più noto, di provenienza nordamericana, assegna a ogni mese una luna: del Lupo a gennaio, della Neve a febbraio, del Verme a marzo, Rosa ad aprile, dei Fiori a maggio, della Fragola a giugno, del Cervo a luglio, dello Storione ad agosto, del Raccolto o del Mais a settembre, del Cacciatore a ottobre, del Castoro a novembre e Fredda a dicembre. La Luna Rosa non è rosa: il nome richiama la fioritura primaverile di una pianta selvatica americana, il phlox.
Questa serie è stata resa popolare nel Novecento dagli almanacchi agricoli statunitensi, che la presentavano come raccolta di nomi usati dalle popolazioni native del Nord America e dai coloni europei. Alcuni nomi trovano effettivamente riscontro in tradizioni native, ma ogni popolo aveva un proprio sistema, legato alla sua lingua e al suo ambiente, e un'unica lista valida per tutti non è mai esistita.
La Luna del Raccolto e quella del Cacciatore
Due nomi hanno un fondamento astronomico preciso e una tradizione inglese più antica. La Luna del Raccolto è la luna piena più vicina all'equinozio d'autunno. In quel periodo, alle medie latitudini dell'emisfero nord, la luna piena e quelle dei giorni seguenti sorgono a breve distanza di tempo l'una dall'altra, perché l'eclittica forma un angolo piccolo con l'orizzonte orientale. Per diverse sere di seguito c'è così luce lunare subito dopo il tramonto, un tempo utile ai lavori nei campi.
La Luna del Cacciatore è la luna piena successiva, di solito in ottobre, che presenta lo stesso fenomeno in forma più attenuata. Il nome viene spiegato con la stagione della caccia, quando i campi mietuti rendevano più visibili gli animali. Entrambi i nomi sono attestati nella lingua inglese da secoli, ben prima della diffusione degli elenchi mensili completi.
Altri nomi, altre culture
Ogni cultura ha dato nomi propri alle lune, spesso legati ai mesi. Nell'Inghilterra anglosassone, come racconta Beda, i mesi stessi erano lunari e avevano nomi agricoli e religiosi. Nel calendario cinese la luna piena dell'ottavo mese è al centro della festa di metà autunno, mentre in India la luna piena di ogni mese prende il nome del mese stesso e molte hanno una festa propria, come Guru Purnima nel mese di Ashadha.
Anche termini moderni come Superluna o Luna blu vanno presi per quello che sono. Superluna è un termine coniato in ambito astrologico alla fine degli anni Settanta del Novecento e poi adottato dai media per la luna piena vicina al perigeo. Luna blu indica oggi la seconda luna piena in un mese di calendario, ma questo significato nasce da un'interpretazione errata pubblicata su una rivista di astronomia nel 1946.
I nomi delle lune piene restano un modo suggestivo di legare il cielo ai mesi e alle stagioni, e molti di essi conservano una memoria reale del lavoro agricolo e della caccia. Vale però la pena di ricordarne la storia: la tradizione è viva proprio perché si trasforma, e riconoscere le aggiunte recenti non toglie nulla al fascino di una luna piena d'autunno che sorge rossa sull'orizzonte.