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Calendari lunari · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Il calendario ebraico: dalla testimonianza del crescente al calcolo fisso

Storia del calendario ebraico: i testimoni della Luna nuova, il molad, le regole di posticipo, Adar I e Adar II e il ciclo di diciannove anni.

Il calendario ebraico è oggi uno dei pochi calendari lunisolari ancora pienamente in uso nella vita religiosa. I suoi mesi seguono la Luna, i suoi anni restano legati alle stagioni, e le sue feste principali cadono sempre nello stesso periodo dell'anno solare. Dietro questa apparente semplicità c'è una lunga storia, che va dall'osservazione diretta del crescente da parte di testimoni fino a un sistema di calcolo così preciso da poter essere applicato per secoli senza guardare il cielo.

Testimoni davanti al tribunale

Nell'epoca del Secondo Tempio e nei primi secoli dopo la sua distruzione, l'inizio del mese, il Rosh Chodesh, veniva proclamato dal tribunale rabbinico dopo aver interrogato testimoni che dichiaravano di aver visto la Luna nuova. Il trattato Rosh Hashanah della Mishnah descrive con cura questa procedura: come si accoglievano i testimoni, quali domande si ponevano sulla forma e sulla posizione del crescente, e come la notizia veniva poi trasmessa alle comunità lontane.

Secondo la Mishnah, in origine l'annuncio correva da un monte all'altro con fuochi accesi in sequenza, finché i Samaritani non cominciarono ad accendere fuochi falsi per confondere le date; si passò allora all'invio di messaggeri. Per le comunità della diaspora, che non potevano ricevere la notizia in tempo, nacque l'uso di celebrare due giorni di festa invece di uno, consuetudine che fuori dalla Terra d'Israele sopravvive ancora oggi.

Il calendario calcolato

Con il declino delle istituzioni rabbiniche in Terra d'Israele si passò a un calendario interamente calcolato. La tradizione attribuisce la sua pubblicazione al patriarca Hillel II, intorno al 359 d.C., ma gli storici ritengono che le regole attuali si siano definite gradualmente e fossero stabili solo tra il IX e il X secolo, come mostra la celebre controversia del 921-922 tra Saadia Gaon e il dotto palestinese Ben Meir sulla data delle feste.

Il cuore del sistema è il molad, la congiunzione media della Luna, calcolata con un mese di 29 giorni, 12 ore e 793 parti, dove ogni ora è divisa in 1080 parti. Alcune regole di posticipo, le dechiyot, impediscono che il Capodanno, Rosh Hashanah, cada di domenica, di mercoledì o di venerdì, così da evitare che il Kippur cada a ridosso dello Shabbat o che altre ricorrenze entrino in conflitto con il riposo settimanale.

Anni comuni e anni embolismici

Per restare in accordo con il Sole, il calendario adotta il ciclo di diciannove anni: in sette di essi, il 3°, il 6°, l'8°, l'11°, il 14°, il 17° e il 19°, si aggiunge un tredicesimo mese. Il mese aggiunto è Adar: negli anni embolismici esistono quindi Adar I e Adar II, e la festa di Purim si celebra nel secondo. Così Pesach, fissata al 15 di Nisan, cade sempre in primavera, tra la fine di marzo e la fine di aprile.

Gli anni si contano dalla creazione del mondo secondo il computo tradizionale: l'autunno del 2026 ha aperto l'anno 5787. I mesi portano nomi di origine babilonese, adottati dopo l'esilio, mentre i libri più antichi della Bibbia ebraica li indicano spesso con un numero ordinale o con nomi più arcaici, come Aviv, il mese delle spighe, o Etanim, il mese in cui il primo libro dei Re colloca la dedicazione del Tempio di Salomone.

Il grande codificatore medievale Mosè Maimonide dedicò all'argomento un intero trattato della sua Mishneh Torah, le Leggi della santificazione della Luna nuova, in cui espone sia il calcolo fisso sia l'astronomia necessaria per prevedere la visibilità del crescente. Quel testo, scritto nel XII secolo, mostra quanto la Luna fosse per la tradizione ebraica non un oggetto di culto ma una misura sacra del tempo, affidata alla responsabilità degli uomini.