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La Luna nella tradizione · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

L'uomo zodiacale: la Luna nella medicina astrologica medievale

La melotesia e l'homo signorum: perché i calendari medievali legavano la Luna ai segni del corpo e al salasso, da Manilio alle Très Riches Heures.

Nei calendari e nei libri d'ore del tardo Medioevo compare spesso una figura curiosa: un uomo nudo il cui corpo è percorso dai segni dello zodiaco, con l'Ariete sul capo e i Pesci ai piedi. È il cosiddetto uomo zodiacale, o homo signorum, illustrazione di una dottrina antica detta melotesia, che assegnava ogni parte del corpo a un segno. In questa tradizione la Luna, con il suo passaggio mensile attraverso i segni, aveva un ruolo di primo piano.

Una dottrina antica

L'idea di una corrispondenza tra zodiaco e corpo umano è già esposta nel I secolo d.C. dal poeta latino Manilio negli Astronomica, e compare in molti testi astrologici greci. Lo schema più diffuso procede dall'alto verso il basso: l'Ariete governa la testa, il Toro il collo, i Gemelli le spalle e le braccia, il Cancro il petto, e così via fino ai Pesci, signori dei piedi. Era un modo per riflettere nel microcosmo umano l'ordine del macrocosmo celeste.

La medicina medievale, fondata sulla teoria degli umori di tradizione ippocratica e galenica, accolse queste corrispondenze nelle università di Bologna, Padova, Parigi e Montpellier, dove l'astrologia era insegnata anche come disciplina ausiliaria. Il medico colto doveva conoscere la posizione della Luna e i giorni critici delle malattie, una dottrina di origine ippocratica che Galeno, nel II secolo, aveva messo in rapporto con il ciclo lunare.

Il ferro e la Luna

La regola più famosa legata all'uomo zodiacale riguardava il salasso, la pratica di sottrarre sangue che per secoli fu tra le più comuni della medicina europea. Secondo la tradizione, non si doveva incidere una parte del corpo quando la Luna transitava nel segno che la governava. La regola è formulata in uno degli aforismi del Centiloquio, la raccolta attribuita a Tolomeo ma di epoca più tarda, ed è ripetuta in innumerevoli calendari medievali e rinascimentali.

Per questo lunari e almanacchi riportavano, giorno per giorno, il segno occupato dalla Luna, spesso accanto a una piccola figura dell'uomo zodiacale con linee che collegavano ogni segno alla parte corrispondente. I barbieri-chirurghi, che praticavano i salassi, consultavano tavole di questo tipo. Si tratta di un sapere interamente superato dalla medicina scientifica, ma che spiega la presenza costante della Luna nella cultura medica di quei secoli.

Immagini celebri

Una delle rappresentazioni più note dell'uomo zodiacale si trova nelle Très Riches Heures del duca di Berry, il libro d'ore miniato dai fratelli Limbourg all'inizio del XV secolo e oggi conservato al Museo Condé di Chantilly. La pagina mostra una doppia figura umana, vista di fronte e di schiena, inserita in una mandorla con i segni zodiacali. Immagini simili, più semplici, si diffusero nelle xilografie degli almanacchi a stampa tra Quattrocento e Cinquecento.

In molti manoscritti la figura è accompagnata da tabelle dei giorni lunari, che indicano quali momenti del mese erano ritenuti adatti o inadatti a cure, viaggi o lavori. Queste raccolte, chiamate lunaria, mescolano l'astrologia dotta con credenze di origine più popolare, e mostrano come la Luna fosse il punto d'incontro tra il sapere universitario e la vita quotidiana di contadini, artigiani e mercanti.

L'uomo zodiacale è oggi un'immagine familiare agli storici dell'arte e della medicina, e resta una testimonianza preziosa di come gli uomini del passato immaginassero il corpo umano immerso nei ritmi del cosmo. La Luna, che ogni mese ripercorre l'intera figura dalla testa ai piedi, ne era la misura più evidente, insieme al lento cammino annuale del Sole.