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La Luna nell'arte e nella poesia · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Li Bai e la luna: il poeta immortale della dinastia Tang

La luna nei versi di Li Bai, poeta Tang: Pensieri in una notte quieta, Bevendo solo sotto la luna e la leggenda della sua morte nel fiume Azzurro.

Nessun poeta cinese è legato alla luna quanto Li Bai, chiamato anche Li Po nelle vecchie trascrizioni occidentali. Vissuto tra il 701 e il 762, durante la dinastia Tang, l'epoca d'oro della poesia cinese, fu ammirato già dai contemporanei per la libertà della sua ispirazione. Un alto funzionario di corte, He Zhizhang, lo definì un immortale esiliato dal cielo, e quel soprannome lo ha accompagnato per oltre dodici secoli.

Una vita errante

Le notizie biografiche su Li Bai sono in parte incerte. Crebbe nella regione del Sichuan e da giovane viaggiò a lungo lungo il fiume Azzurro, coltivando interessi per il taoismo, la scherma e il vino. Intorno al 742 fu chiamato alla corte dell'imperatore Xuanzong, a Chang'an, ma il soggiorno durò poco: il suo carattere indipendente mal si adattava alla vita di palazzo, e dopo un paio d'anni riprese a vagare.

Nel 744 incontrò Du Fu, più giovane di una decina d'anni e destinato a essere considerato l'altro grande poeta dell'epoca. Durante la ribellione di An Lushan, che sconvolse l'impero a partire dal 755, Li Bai si trovò coinvolto nelle vicende di un principe ribelle e fu condannato all'esilio, poi graziato. Morì nel 762, probabilmente nell'attuale provincia dell'Anhui.

Pensieri in una notte quieta

La poesia più celebre di Li Bai, imparata a memoria da generazioni di bambini cinesi, è composta da quattro brevi versi. Il poeta vede davanti al letto il chiaro di luna e per un attimo lo scambia per brina sul terreno. Poi, come recitano molte traduzioni, «alzo il capo, guardo la luna; chino il capo, penso al paese natio».

In quei pochi caratteri c'è il nucleo della sensibilità cinese verso la luna. L'astro unisce chi è lontano, perché tutti possono vederlo nello stesso momento, ed è perciò il simbolo della nostalgia di casa e della famiglia. Questo significato è ancora vivo nella festa di metà autunno, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese lunare, quando si contempla la luna piena e si mangiano i dolci rotondi detti dolci della luna.

Bevendo solo sotto la luna

In un'altra serie di poesie, Bevendo solo sotto la luna, Li Bai si trova in un giardino fiorito con una brocca di vino e nessun amico. Alza allora la coppa e invita la luna, e con la propria ombra forma una compagnia di tre. La luna non sa bere e l'ombra si limita a seguirlo, ma il poeta canta e danza con loro, promettendo di ritrovarli un giorno oltre la Via Lattea.

Questa immagine ha nutrito una leggenda famosa. Si racconta che Li Bai, ubriaco su una barca, sia annegato nel fiume Azzurro tentando di abbracciare il riflesso della luna nell'acqua. Gli storici ritengono che sia morto di malattia, ma la leggenda ha avuto fortuna perché sembra riassumere la sua poesia: l'aspirazione a fondersi con la bellezza della natura, fino a perdersi in essa.

Dopo Li Bai la luna è rimasta al centro della poesia cinese. Nel 1076, nella notte di metà autunno, Su Shi scrisse una celebre lirica dedicata al fratello lontano, augurandosi di condividere la stessa luna a mille miglia di distanza. Tradotti in Occidente dalla fine dell'Ottocento, i versi di Li Bai hanno poi influenzato anche poeti europei e americani.