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Fasi e cicli · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La superluna: quanto è davvero più grande la Luna al perigeo

Origine del termine superluna, i numeri reali del fenomeno, l'illusione lunare spiegata da Ibn al-Haytham e gli effetti, modesti, sulle maree.

Negli ultimi anni la parola superluna è diventata familiare, accompagnata da fotografie di dischi enormi che sorgono dietro città e montagne. Il fenomeno è reale, ma molto più sottile di quanto suggeriscano le immagini. Per comprenderlo bisogna distinguere tra la variazione effettiva della distanza lunare e il modo in cui il nostro cervello percepisce la Luna vicino all'orizzonte.

Una parola recente

Il termine superluna non nasce in ambito astronomico. Fu coniato nel 1979 da un astrologo statunitense per indicare una luna nuova o piena che cade quando la Luna è prossima al perigeo, e si è diffuso soprattutto dal 2011 grazie ai mezzi di informazione. Gli astronomi preferiscono parlare di luna piena al perigeo, o di sizigia perigea, e non esiste una soglia di distanza universalmente accettata per definire il fenomeno.

I numeri del fenomeno

La distanza tra Terra e Luna varia nel corso del mese di circa cinquantamila chilometri. Una luna piena al perigeo appare circa il 14 per cento più grande in diametro e circa il 30 per cento più luminosa di una luna piena all'apogeo. Rispetto a una luna piena di dimensioni medie, però, la differenza si riduce a pochi punti percentuali ed è difficile da percepire a occhio nudo senza un confronto fotografico.

Le superlune più vistose si verificano quando il plenilunio coincide quasi esattamente con il perigeo. Il 14 novembre 2016 la Luna piena si trovò a circa 356.500 chilometri dalla Terra, la distanza minima dal 1948; un avvicinamento paragonabile è atteso per il 25 novembre 2034. All'opposto, la luna piena all'apogeo viene talvolta chiamata, con un termine altrettanto recente, microluna.

Un'illusione più forte della realtà

Molto più evidente della superluna è la cosiddetta illusione lunare: la Luna vicina all'orizzonte sembra enorme, mentre alta nel cielo appare più piccola, anche se le sue dimensioni angolari sono quasi identiche. Il fenomeno era già discusso da Tolomeo e fu analizzato nell'XI secolo dallo scienziato arabo Ibn al-Haytham, che lo attribuì al modo in cui la mente valuta le distanze. La sua spiegazione completa è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi della percezione.

Maree e credenze

Alle lune piene e nuove vicine al perigeo corrispondono maree un po' più ampie del normale, dette maree perigee. L'aumento è di pochi centimetri o di qualche decina di centimetri secondo i luoghi, ed è sensibile soprattutto lungo le coste con forti escursioni. Non esistono invece prove che le superlune provochino terremoti, eruzioni o mutamenti del comportamento umano, come talvolta si legge.

Nella tradizione la luna piena particolarmente luminosa era spesso associata a veglie, feste e presagi, ma le culture antiche non avevano un nome specifico per la luna al perigeo. La superluna è un'etichetta moderna applicata a un fenomeno che i nostri antenati vedevano senza distinguerlo dalle altre lune piene, e che il simbolismo legava piuttosto alla pienezza della luce che alla distanza.

La prossima volta che una luna piena enorme sorgerà sopra l'orizzonte, conviene ricordare che gran parte della sua grandezza nasce nei nostri occhi e nella nostra mente. La superluna resta comunque un'occasione eccellente per osservare il cielo, riflettere sull'orbita ellittica della Luna e cogliere la differenza tra misura e percezione.