La neomenia: il primo filo di Luna che apre il mese
Dalla noumenia greca alle calende romane, dal Rosh Chodesh all'hilal islamico: come l'avvistamento della prima falce ha fondato il mese in molte culture.
Per gran parte della storia umana il mese non cominciava su un foglio di calendario, ma nel cielo della sera. Il momento decisivo era l'apparizione della prima, sottilissima falce dopo i giorni di luna invisibile. Questo istante, chiamato neomenia, dal greco «luna nuova», ha regolato riti, mercati e feste religiose in civiltà molto lontane tra loro.
La luna invisibile
Dal punto di vista astronomico la luna nuova è il momento in cui Luna e Sole hanno la stessa longitudine sull'eclittica. In quell'istante la Luna è invisibile, e lo resta in genere per uno o due giorni, finché si allontana abbastanza dal Sole da mostrare una falce sottile subito dopo il tramonto. La visibilità del primo crescente dipende dalla distanza angolare dal Sole, dalla trasparenza dell'aria, dalla latitudine e dalla stagione.
Calende e noumenie
In molte civiltà antiche il mese cominciava con questa prima apparizione. A Babilonia iniziava la sera in cui la falce diventava visibile, e gli astronomi cercavano di prevederla con calcoli sempre più raffinati. In Grecia il primo giorno del mese si chiamava noumenia ed era dedicato a riti domestici e a offerte agli dèi; ad Atene era considerato un giorno sacro, in cui non si tenevano assemblee pubbliche.
Il nome latino delle calende ricorda una pratica simile. Secondo Macrobio, nei Saturnalia, in età arcaica un pontefice minore osservava il cielo e, scorta la nuova Luna, convocava il popolo sul Campidoglio per annunciare quanti giorni mancavano alle none. Dal verbo calare, «chiamare», sarebbe derivato il nome del primo giorno del mese, rimasto nel calendario romano anche dopo che questo si era separato dalle fasi lunari.
Il Rosh Chodesh e l'hilal
Nella tradizione ebraica il nuovo mese, Rosh Chodesh, era proclamato dal tribunale di Gerusalemme sulla base della deposizione di testimoni che avevano visto la falce. La Mishnah, nel trattato Rosh Hashanah, descrive come la notizia venisse diffusa con fuochi accesi sulle alture, a partire dal Monte degli Ulivi. In seguito, con l'adozione di un calendario calcolato, attribuita dalla tradizione al IV secolo, l'osservazione diretta cessò di essere necessaria.
Nell'Islam il mese lunare comincia ancora oggi, in molte comunità, con l'avvistamento dell'hilal, la prima falce. La pratica ha un rilievo particolare per l'inizio e la fine del Ramadan, e non è raro che paesi diversi celebrino le feste in giorni differenti, secondo dove e quando la falce viene vista o si stima che sia visibile. Altri paesi hanno adottato calendari basati sul calcolo astronomico.
Il simbolo dell'inizio
La falce serale è diventata un simbolo potente di inizio e di rinnovamento. In Mesopotamia il crescente era l'emblema del dio lunare Sin, venerato a Ur e a Harran, e compare su innumerevoli sigilli e stele. Nel mondo greco e romano la mezzaluna ornava il capo di Selene e di Diana. Nella tradizione si attribuiva al novilunio un carattere propizio per ciò che doveva crescere, un'idea che si ritrova nei calendari agricoli e nelle credenze popolari.
La neomenia ricorda che il tempo, per i nostri antenati, era qualcosa da osservare insieme prima che da calcolare. Lo sguardo rivolto a occidente dopo il tramonto, in attesa di un filo di luce, univa astronomi, sacerdoti e semplici abitanti in un gesto comune, ripetuto ogni mese per migliaia di anni.