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Divinità lunari · Studio Esoterico Cornelio · 2 min di lettura

Tecciztecatl e Metztli: il mito azteco della Luna e del coniglio

Come nacque la Luna secondo gli Aztechi: il sacrificio di Nanahuatzin e Tecciztecatl a Teotihuacan, il coniglio sul volto lunare e il nome Metztli.

Chi guarda la Luna piena dal Messico non vede un volto umano, come gli Europei, ma un coniglio. Questa immagine ha un'origine mitica precisa, raccontata dagli Aztechi nel mito della creazione del Quinto Sole. Al centro della storia ci sono due dèi, uno ricco e superbo, l'altro povero e malato, e una prova di coraggio davanti a un grande fuoco acceso nella città sacra di Teotihuacan.

Il fuoco di Teotihuacan

Il racconto si legge nel settimo libro del Codice fiorentino, compilato nel XVI secolo sotto la direzione di Bernardino de Sahagún. Quando il mondo era ancora immerso nell'oscurità, gli dèi si radunarono a Teotihuacan e si chiesero chi avrebbe accettato di diventare il Sole. Si offrì Tecciztecatl, dio ricco e orgoglioso. Gli dèi scelsero anche un secondo candidato, Nanahuatzin, piccolo e coperto di piaghe, che accettò in silenzio.

Per quattro giorni i due fecero penitenza. Tecciztecatl offrì piume preziose, sfere d'oro, spine di corallo e incenso finissimo. Nanahuatzin offrì canne verdi, spine d'agave bagnate del proprio sangue e le croste delle sue piaghe. Intanto ardeva un grande fuoco, nel quale chi voleva diventare astro avrebbe dovuto gettarsi. Il contrasto tra le offerte è voluto: il racconto oppone il lusso esteriore al sacrificio vero, e prepara l'esito della prova.

Il salto e il coniglio

Quando giunse il momento, Tecciztecatl si avvicinò alle fiamme per quattro volte, e per quattro volte si ritrasse spaventato. Allora Nanahuatzin chiuse gli occhi e si gettò nel fuoco senza esitare. Solo dopo di lui, vergognandosi, saltò anche Tecciztecatl. Secondo il mito, un'aquila e un giaguaro li seguirono, e da allora portano sulle penne e sul manto i segni delle bruciature.

Gli dèi attesero a lungo, finché a oriente sorse Nanahuatzin trasformato nel Sole. Subito dopo sorse anche Tecciztecatl, splendente quanto lui. Gli dèi giudicarono che due astri ugualmente luminosi fossero troppi, e uno di loro corse a colpire il volto di Tecciztecatl con un coniglio. La sua luce si attenuò, ed egli divenne la Luna. Il coniglio rimase impresso sulla sua faccia, dove si vede ancora.

Il nome della Luna

Il nome Tecciztecatl è collegato a tecciztli, la grande conchiglia marina, simbolo che nella cultura nahua era associato alla Luna e alla fertilità. Metztli è invece la parola nahuatl comune per la Luna, usata anche come nome della divinità. Alcuni studiosi hanno proposto che lo stesso nome di Messico derivi da un'espressione che significherebbe «nell'ombelico della Luna», ma l'etimologia è discussa e non esiste un accordo.

Teotihuacan, dove il mito colloca la nascita degli astri, era già una città in rovina da secoli quando gli Aztechi la visitavano. Furono loro a dare alle due grandi piramidi i nomi di Piramide del Sole e Piramide della Luna, con i quali le conosciamo ancora. Il mito di Tecciztecatl spiega così, in un solo racconto, l'origine di un astro, il disegno sul suo volto e il senso di un luogo sacro più antico di chi lo raccontava.