Hina, la donna nella Luna: miti polinesiani tra Hawaii, Tahiti e Aotearoa
Hina e le figure lunari della Polinesia: la donna che batte la tapa nella Luna, Hina-i-ka-malama alle Hawaii, l'albero lunare di Tahiti e il mito maori di Rona.
Nelle isole del Pacifico, dove le notti di Luna piena illuminano le lagune quasi come il giorno, le macchie dell'astro sono state lette come la figura di una donna. Il suo nome, con piccole varianti, ricorre in tutta la Polinesia: Hina, Sina, Ina. Non si tratta di un'unica dea con un culto organizzato, ma di una presenza femminile che attraversa molte genealogie e molti racconti, e che in diverse isole è stata collegata in modo particolare alla Luna.
Hina che va nella Luna
Alle Hawaii una delle sue forme è Hina-i-ka-malama, «Hina nella Luna». Secondo una delle versioni tramandate, Hina era stanca del lavoro senza fine e dell'ingratitudine della sua famiglia, e decise di andarsene. Salì verso il cielo e raggiunse la Luna. Il marito tentò di trattenerla afferrandole una gamba, che si spezzò, ma Hina riuscì comunque a fuggire e da allora vive lassù.
Nelle notti chiare gli Hawaiani dicevano di vederla nella Luna con la sua zucca, che le serviva da recipiente, e con gli strumenti per battere la kapa, la stoffa di corteccia. In lingua hawaiana la Luna stessa si dice mahina, parola in cui molti riconoscono un legame con il nome della dea. In numerose tradizioni hawaiane Hina è anche la madre dell'eroe Maui, il semidio che secondo il mito rallentò il corso del Sole.
L'albero della Luna a Tahiti
Nelle tradizioni di Tahiti, raccolte tra Ottocento e primo Novecento, Hina è una viaggiatrice che raggiunge la Luna in canoa e decide di restarvi. Lassù, secondo il racconto, cresce un grande albero, il cui legno e la cui corteccia lei usa per fabbricare la tapa. Un ramo di quell'albero, spezzandosi, sarebbe caduto sulla terra, dando origine al primo albero della sua specie nelle isole.
Anche qui il mito spiega ciò che si vede: le zone chiare e scure della Luna diventano la donna, l'albero e il suo lavoro. La tapa, la stoffa ottenuta battendo la corteccia, era un'attività tipicamente femminile in gran parte della Polinesia, e la presenza di Hina nella Luna trasforma questo lavoro quotidiano in un'immagine celeste.
Rona e la zucca d'acqua
Tra i Maori della Nuova Zelanda, Aotearoa, la donna nella Luna ha un nome diverso, Rona. Il racconto narra che Rona uscì di notte per prendere acqua con una zucca. Quando le nuvole coprirono la Luna, inciampò e insultò l'astro. Per punirla la Luna la afferrò e la sollevò in cielo, mentre lei si aggrappava invano a un albero che venne sradicato con lei.
Da allora, dicevano i Maori, si possono vedere nella Luna Rona, la sua zucca e l'albero. I racconti di Hina e di Rona hanno tratti comuni: una donna, un lavoro domestico, un recipiente, una fuga o un rapimento verso il cielo. Attraverso migliaia di chilometri di oceano, i Polinesiani hanno conservato un'idea condivisa della Luna come casa di una donna, vicina agli uomini e insieme irraggiungibile.